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Il materiale ideale per le grandi costruzioni? Il bambù.


Leggero, flessibile e talmente versatile da adattarsi a mille usi dell'edilizia.
E' il bambù un materiale conosciuto dalla notte dei tempi per la sua estrema duttilità e riscoperto, grazie alla tecnologia applicata all'edilizia, come componente ideale per la costruzione di grandi strutture, soprattutto nei paesi del sud del mondo dove tra l'altro è già particolarmente diffuso.
Il principale esportatore mondiale di bambù è la Cina, che nel giro degli ultimi due anni ha decuplicato il giro di affari legato all'export di questo particolarissimo vegetale e i suoi lavorati.
Definirlo un'essenza straordinaria non è assolutamente ridondante, si pensi infatti che questa pianta cresce con una rapidità spaventosa, fino a 60 centimetri al giorno, ed è in grado di adattarsi alle più svariate condizioni atmosferiche, tanto che nel mondo se ne contano ben 1300 varietà.
La sua coltivazione non richiede l'impiego di alcun agente antiparassitario o concime, questo rende il bambù una pianta particolarmente apprezzata dagli ambientalisti.
Non solo quindi il bambù rispetta l'ambiente, ma è anche in grado di assorbire più anidride carbonica e restituire fino al 35% in più di ossigeno rispetto ad altre specie vegetali.
Dal punto di vista dell?innovazione tecnologica, la creazione di nuovi composti a partire dal bambù apre le porte a vari possibili sviluppi futuri e consente senza dubbio la realizzazione di infrastrutture molto economiche ed energeticamente efficienti.
E proprio una ricerca sul bambù e le sue proprietà hanno permesso al ricercatore spagnolo Francisco Gallo Mejia di vincere il primo premio del concorso indetta dalla "Fondazione Altran", basato sulla possibilità di costruire riducendo il tasso di CO2 nell'atmosfera.
Al vincitore andrà un finanziamento di un milione di euro per realizzare un suo progetto e tutto l'aiuto da parte degli esperti di Altran.
Il bio-composto progettato da Gallo Mejia, ricercatore e architetto presso l?Università dei Paesi Baschi (UPV/EHU) a San Sebastian, in Spagna, si basa sulla capacità, appunto, di assorbimento della CO2 da parte del bambù.
Dopo anni di ricerche nel campo dell?architettura sostenibile e della bioarchitettura, Mejia ha sviluppato una tecnologia innovativa che combina lo sviluppo sostenibile con quello sociale ed economico dei paesi tropicali, basati su piccole reti di aziende.
Si parte dall?accesso al finanziamento tramite microcredito che consente l?acquisto dei terreni, la coltivazione del bambù e l?avvio delle attività imprenditoriali.
Lo step finale è la costruzione delle case.
2009-02-26 Roberto Canali


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