Il Good Design in mostra a Giussano fino al 29 marzo.

Parlare di design oggi significa confrontarsi su una delle chiavi d'interpretazione della modernità.
Onnipresente e invasivo oggi ogni cosa è pervasa dall'idea di design che accompagna, grazie agli oggetti e ai luoghi, ogni gesto della vita moderna.
Dalla consapevolezza del ruolo del design nella contemporaneit? è nata la mostra multimediale promossa dal Comune di Giussano a Villa Sartirana.
L'evento, presentato da Ultrafragola, a cura di Didi Gnocchi e Francesca Molteni, ruota attorno al concetto di buon design, anzi sul Good Design (l'espressione ? nata in America negli anni 50).
Il visitatore viene accompagnato lungo un suggestivo percorso che alterna presente, passato e futuro, ma soprattutto cerca di educare nella difficile arte di saper distinguere tra buono, brutto e cattivo design.
Passando dalla Scuola del Bauhaus alle sperimentazioni di Charles e Ray Eames negli Stati Uniti, da Bruno Munari a Dieter Rams si arriva a coniare l'espressione "Good Design" dopo le omonime mostre promosse tra il 1950 e il 1955 dal MOMA di New York e dal Merchandise Mart di Chicago.
Ma Good Design è anche il titolo di un libro di Bruno Munari, pubblicato da Scheiwiller nel 1963.
Il percorso espositivo si sviluppa attorno ad una serie di pannelli fotografici e testuali, interviste e installazioni video, postazioni di computer per una visita interattiva, ma soprattutto mostra pezzi emblematici che hanno rivoluzionato il mondo del design.
A Bruno Munari è dedicato un video che gioca "alla maniera di Munari" con un oggetto, l'arancia, "dove si riscontra l'assoluta coerenza tra forma, funzione, consumo. Persino il colore ? esatto, in blu sarebbe sbagliato".
Una sezione della mostra ? dedicata a Dieter Rams. Il capo progetto del Dipartimento di Design della Braun, tra il 1955 e la fine degli anni 90 aveva fissato dieci comandamenti del buon design, ovvero le qualità che un oggetto di buon design deve possedere.
In mostra alcuni dei prodotti storici della Braun e della Apple (esempi di good design) sono presentati in una sezione della mostra allestita tra gli scaffali della 606, la famosa libreria disegnata da Rams negli anni 60. La Braun, così come l'Olivetti, fu tra le prime aziende a creare negli anni 50 un dipartimento di design interno.
I prodotti disegnati da Rams (e anche da altri designers) negli anni ?50 e ?60, se confrontati con quelli di Jonathan Ive, designer della Apple, contengono tutte le tracce estetiche dei prodotti Apple del passato, presente e forse anche del futuro.
Una sezione della mostra dedica un piccolo omaggio a Marco Zanuso, tra i primi designer della Brionvega, uno dei maestri italiani del good design.
L'ultima sezione della mostra vuole giocare ad accostare per analogia, in una installazione multimediale, "le buone cose di pessimo gusto" agli oggetti del design contemporaneo.
Mostra: aperta fino al 29 marzo
Dove: Villa Sartirana, via Carroccio 2, Giussano (MI)
Orari: feriali 15.00/18.00, sabato e festivi 10.00-12.00/15.00-18.30, luned? chiuso
Per informazioni: Tel. 0362 358 250
E-mail: cultura@comune.giussano.mi.it
Onnipresente e invasivo oggi ogni cosa è pervasa dall'idea di design che accompagna, grazie agli oggetti e ai luoghi, ogni gesto della vita moderna.
Dalla consapevolezza del ruolo del design nella contemporaneit? è nata la mostra multimediale promossa dal Comune di Giussano a Villa Sartirana.
L'evento, presentato da Ultrafragola, a cura di Didi Gnocchi e Francesca Molteni, ruota attorno al concetto di buon design, anzi sul Good Design (l'espressione ? nata in America negli anni 50).
Il visitatore viene accompagnato lungo un suggestivo percorso che alterna presente, passato e futuro, ma soprattutto cerca di educare nella difficile arte di saper distinguere tra buono, brutto e cattivo design.
Passando dalla Scuola del Bauhaus alle sperimentazioni di Charles e Ray Eames negli Stati Uniti, da Bruno Munari a Dieter Rams si arriva a coniare l'espressione "Good Design" dopo le omonime mostre promosse tra il 1950 e il 1955 dal MOMA di New York e dal Merchandise Mart di Chicago.
Ma Good Design è anche il titolo di un libro di Bruno Munari, pubblicato da Scheiwiller nel 1963.
Il percorso espositivo si sviluppa attorno ad una serie di pannelli fotografici e testuali, interviste e installazioni video, postazioni di computer per una visita interattiva, ma soprattutto mostra pezzi emblematici che hanno rivoluzionato il mondo del design.
A Bruno Munari è dedicato un video che gioca "alla maniera di Munari" con un oggetto, l'arancia, "dove si riscontra l'assoluta coerenza tra forma, funzione, consumo. Persino il colore ? esatto, in blu sarebbe sbagliato".
Una sezione della mostra ? dedicata a Dieter Rams. Il capo progetto del Dipartimento di Design della Braun, tra il 1955 e la fine degli anni 90 aveva fissato dieci comandamenti del buon design, ovvero le qualità che un oggetto di buon design deve possedere.
In mostra alcuni dei prodotti storici della Braun e della Apple (esempi di good design) sono presentati in una sezione della mostra allestita tra gli scaffali della 606, la famosa libreria disegnata da Rams negli anni 60. La Braun, così come l'Olivetti, fu tra le prime aziende a creare negli anni 50 un dipartimento di design interno.
I prodotti disegnati da Rams (e anche da altri designers) negli anni ?50 e ?60, se confrontati con quelli di Jonathan Ive, designer della Apple, contengono tutte le tracce estetiche dei prodotti Apple del passato, presente e forse anche del futuro.
Una sezione della mostra dedica un piccolo omaggio a Marco Zanuso, tra i primi designer della Brionvega, uno dei maestri italiani del good design.
L'ultima sezione della mostra vuole giocare ad accostare per analogia, in una installazione multimediale, "le buone cose di pessimo gusto" agli oggetti del design contemporaneo.
Mostra: aperta fino al 29 marzo
Dove: Villa Sartirana, via Carroccio 2, Giussano (MI)
Orari: feriali 15.00/18.00, sabato e festivi 10.00-12.00/15.00-18.30, luned? chiuso
Per informazioni: Tel. 0362 358 250
E-mail: cultura@comune.giussano.mi.it
2009-02-21 Roberto Canali
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