Alberi di 13 piani: l'area portello torna a rifiorire

Tre torri come tre grandi alberi che affondano le radici in uno stagno. Davvero suggestiva la soluzione individuata dallo studio Dini di Milano per l'area del Portello, riconvertita ad uso residenziale proprio grazie alla creazione di tre edifici rispettivamente di nove, tredici e undici piani.
Un progetto unico a livello visivo appartenente a due diverse propriet?, sono state affidate al medesimo studio di progettazione e pertanto, sebbene suddivise in due aree separate, hanno potuto essere coordinate in un unico intervento che si presenta architettonicamente unitario.
La ricerca di un inserimento organico tra le torri e il tessuto urbano, ex industriale riconvertito a residenza e a parco pubblico, ha suggerito di amplificare le suggestioni naturalistiche facendo si che ciascuno dei tre volumi sorgesse da uno specchio d'acqua.
Orientato tenendo conto della via di accesso il complesso si presenta sul fronte di accesso come un torrione portante, un solido tronco sorto al margine dell'acqua, dal quale si articolano molteplici ramificazioni avviluppate, sul lato opposto, al torrione degli ascensori.
Ampi terrazzi emergono a sbalzo dai vari piani, frazionando i corpi laterali da cui aggettano e, insieme ai vasti loggiati che svuotano l'angolo frontale, si insinuano nel verde del parco, tratteggiando ombreggiature orizzontali il cui chiaroscuro si fonde nello spazio circostante.
La conclusione verso l'alto, ottenuta attraverso la gradonata dei volumi laterali, che si appoggiano ai due torrioni con le coperture inclinate, sottolinea la tensione dell'intero organismo verso l'alto.
Al piede ciascuna delle tre torri si riflette in uno specchio d'acqua circolare. A forma di cerchio, lo stagno ? attraversato da una sinuosa vasca di fiori, ninfee e altre piante palustri, che insieme a cespugli colorati, alberi e prati formano l'ampio giardino il cui progetto ? stato elaborato dall'architetto paesaggista Patrizia Pozzi.
Il rivestimento, pensato per i volumi "portanti" in ceppo lombardo con il bianco di Carrara sui volumi laterali ? stato poi realizzato con materiali cromaticamente similari che riescono ugualmente a creare un effetto di chiaroscuro.
Al piano terra un profondo atrio passante dal portale di accesso conduce all'imbarco degli ascensori con vista sullo stagno.
Da qui si diramano le prime due rampe di scale, ciascuna per lato, accesso "pedonale" agli spazi che al primo piano sono dedicati alle riunioni condominiali e al fitness.
Un'architettura da vivere oltre che da vedere.
Un progetto unico a livello visivo appartenente a due diverse propriet?, sono state affidate al medesimo studio di progettazione e pertanto, sebbene suddivise in due aree separate, hanno potuto essere coordinate in un unico intervento che si presenta architettonicamente unitario.
La ricerca di un inserimento organico tra le torri e il tessuto urbano, ex industriale riconvertito a residenza e a parco pubblico, ha suggerito di amplificare le suggestioni naturalistiche facendo si che ciascuno dei tre volumi sorgesse da uno specchio d'acqua.
Orientato tenendo conto della via di accesso il complesso si presenta sul fronte di accesso come un torrione portante, un solido tronco sorto al margine dell'acqua, dal quale si articolano molteplici ramificazioni avviluppate, sul lato opposto, al torrione degli ascensori.
Ampi terrazzi emergono a sbalzo dai vari piani, frazionando i corpi laterali da cui aggettano e, insieme ai vasti loggiati che svuotano l'angolo frontale, si insinuano nel verde del parco, tratteggiando ombreggiature orizzontali il cui chiaroscuro si fonde nello spazio circostante.
La conclusione verso l'alto, ottenuta attraverso la gradonata dei volumi laterali, che si appoggiano ai due torrioni con le coperture inclinate, sottolinea la tensione dell'intero organismo verso l'alto.
Al piede ciascuna delle tre torri si riflette in uno specchio d'acqua circolare. A forma di cerchio, lo stagno ? attraversato da una sinuosa vasca di fiori, ninfee e altre piante palustri, che insieme a cespugli colorati, alberi e prati formano l'ampio giardino il cui progetto ? stato elaborato dall'architetto paesaggista Patrizia Pozzi.
Il rivestimento, pensato per i volumi "portanti" in ceppo lombardo con il bianco di Carrara sui volumi laterali ? stato poi realizzato con materiali cromaticamente similari che riescono ugualmente a creare un effetto di chiaroscuro.
Al piano terra un profondo atrio passante dal portale di accesso conduce all'imbarco degli ascensori con vista sullo stagno.
Da qui si diramano le prime due rampe di scale, ciascuna per lato, accesso "pedonale" agli spazi che al primo piano sono dedicati alle riunioni condominiali e al fitness.
Un'architettura da vivere oltre che da vedere.
2008-11-17 Roberto Canali
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