Mollo tutto

In tempi in cui per avere successo bastava promettere la "casa dei sogni" sono finiti da un pezzo, adesso "finiture di pregio" e "posizione esclusiva" da sole non bastano più, occorre andare oltre e fare quello che fino a poco tempo fa sarebbe stato inconcepibile: insieme all'immobile bisogna vendere un vero e proprio stile di vita.
E' questa la vera rivoluzione dell'architettura moderna, non sulla carta o pura filosofia ma già in essere, tradotta sul campo e commercializzata.
Ecosostenibilità, domotica e ricorso alle energie alternative vanno bene ma a patto siano declinate in ambienti esclusivi, recuperati con cura certosina per farne luoghi unici, ritrovo di un'elitè che non vuole vicini di casa ma persone con cui condividere un percorso di vita.
E così se nel medioevo si abbandonavano le città per cercare scampo da pestilenze e invasioni, oppure più semplicemente perchè in una comunità dove gli scambi commerciali erano difficili recuperare il rapporto diretto con la terra significava poter contare su una fonte di sostentamento sicura, nell'era di internet e del villaggio globale chi sceglie di abbandonare le metropoli lo fa perchè non ne può più di una vita scandita da ritmi estenuanti.
I nemici moderni sono infatti lo smog, il traffico, il senso d'insicurezza, il grigiore della vita quotidiana. Ma se lasciarsi del tutto alle spalle la città rischia di tradursi in una scelta fin troppo radicale, rinunciando agli affari e alla professione, la giusta soluzione può essere quella di viverla in maniera intelligente, sfruttandola per le occasioni che propone, salvo poi chiamarsi fuori dai suoi ritmi infernali.
Per questo la nuova tendenza è quella non di abbandonare ma di "tradire" la città, cercando un'oasi di pace e tranquillità abbastanza distante per ricrearsi una qualità di vita migliore ma nelle stesso tempo non troppo lontana.
Fare i pendolari può essere una condizione ideale se al vostro ritorno a casa la sera ad attendervi ci sono i vostri figli che vi pregano di accompagnarli fuori per vedere le lucciole o dei vicini simpatici con cui condividere le vostre passioni e magari cenare all'aperto, con il lusso di dimenticarsi la porta di casa aperta.
Solo sogni? Non è così e per rendersene conto basta fare un giro a compasso attorno a Milano dove sono in fase di realizzazione tre nuove residenze esclusive dove lo stile di vita conta quanto e più dell'architettura e delle scelte costruttive.
"Il Borgo di Camuzzago" tra Bellusco e Ornago, "Cascina Vione" a Basiglio e "La corte di Limito" nel comune di Pioltello possono essere paragonate alla "città ideale" rinascimentale, resort unici dove vivere e condividere una nuova idea di vita. In tutti i casi gli interventi nascono da realtà preesistenti, antichi borghi medioevali, abbandonati fino a pochi anni fa e rinati a nuova vita.
Camuzzago ad esempio nacque per dare rifugio ai romei, i pellegrini in viaggio verso Roma, nell'XI secolo. Il complesso gestito dai monaci benedettini fino al 1478 si sviluppò poi come una "grangia", ovvero una grande tenuta agricola. A metà del degli anni ?50 il borgo raggiunse il suo massimo sviluppo raggiungendo una popolazione di 400 abitanti, questo fino al 1984 quando Camuzzago rimase disabitato per l'esodo dalla campagna verso la città.
Ha una storia analoga anche "Cascina Vione" fondata nell'Alto Medioevo e passata di mano in mano fino a divenire proprietà dell'abbazia di Chiaravalle. Da allora il piccolo borgo poi unificato con Basiglio scoprì la propria vocazione agricola fino a diventare in tempi recenti la più grande fattoria della Lombardia.
Più recente invece il passato di Limito, nato ad inizio ?800 come una grande e tipica cascina lombarda a pianta quadrata. Tre piccoli borghi ricchi di fascino e storia che tornano a nuova vita diventando, senza perdere le loro caratteristiche morfologiche e peculiarità, tre esclusivi complessi residenziali.
Nel caso di Limito, dichiarato di interesse storico-artistico dal Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali e quindi sottoposto a tutte le disposizioni di tutela, la sapiente ed attenta ristrutturazione della cascina consentirà di ottenere dai 100 ai 120 appartamenti, dai 60 ai 200 metri quadri di superficie, in pratica vi troverà alloggio una comunità di non oltre 300 persone.
Tutte le unità immobiliari situate a piano terra sono dotate di un giardino in uso esclusivo e di un gradevole e ampio porticato che invita a una maggiore vivibilità del proprio appartamento.
Le unità residenziali poste al secondo livello saranno invece dotate di ampi sottotetti e soppalchi per aumentare la fruibilità degli spazi interni. Gli spazi comuni sono stati conservati e ampliati per diventare uno spazio di ritrovo, ricchi di percorsi pedonali illuminati che conducono alle singole porzioni immobiliari.
Tutte le unità abitative hanno a disposizione box di varie metrature per migliorare ancora di più la qualità della vita, eliminado lo stress della ricerca del parcheggio. L?intero complesso immobiliare è integralmente recintato per garantire una maggiore sicurezza.
All?esterno, oltre alla realizzazione di spazi di verde pubblico, è stata realizzata una pista ciclabile e una nuova strada di collegamento viario, in cui sono collocati posti auto pubblici.
A Camuzzago gli elementi dell'architettura originale saranno riprodotti con particolare cura delle finiture e dei materiali scelti, mentre le corti diventeranno il vero cuore del complesso che si articolerà in 150 appartamenti.
Grazie al recupero dell'antica chiesa verrà ricavato un luogo dove saranno ospitati gli eventi pubblici e privati mentre nell'area adiacente al borgo verranno realizzate strutture per il benessere e il fitness.
Tra queste merita particolare rilievo il Golf Club con nove buche, esclusivo ritrovo per gli abitanti ma anche richiamo per tutti gli appassionati di questo sport.
Anche in questo caso è prevista la più ampia personalizzazione delle finiture, con attenzione alla domotica e al risparmio energetico. E' proprio questa una delle peculiarità comuni a questi tre interventi: se il contesto è storico la tecnologia applicata alla ristrutturazione è infatti assolutamente all?avanguardia.
Non è da meno "Cascina Vione", dove una volta concluso il restauro del borgo si girerà solo e rigorosamente a piedi oppure con con le auto elettriche utilizzate nei golf club. I fortunati abitanti, non oltre 300 persone, potranno contare su 100/120 appartamenti tra i 60 e i 200 metri quadri ampiamente personalizzabili per rispondere appieno alle esigenze dei clienti.
Sono previsti infatti riscaldamento e raffreddamento a pavimento, tetto ventilato e controllo a distanza di luci, riscaldamento e impianto antifurto, copertura wi-fi e dotazione di tv satellitare, vetrate e finestre insonorizzate e coibentate.
Un'unica via, "Dall'alba al tramonto" il suggestivo nome, attraverserà il complesso dove l'ingresso sarà vigilato, in questo modo la privacy e la sicurezza saranno pienamente garantite.
Tra i servizi offerti ai futuri residenti spazi comuni dove poter fare sport e vivere il proprio tempo libero e un grande giardino ricco di essenze.
Per gli amanti dell'agricoltura biologica ci sarà inoltre la suggestione di poter consumare i prodotti della grande tenuta di 200 ettari che circonda il borgo.
Tre suggestioni, tre modi di vivere tutti ad un tiro di schioppo da Milano eppure mai così volutamente estranei alla città. Tre occassioni uniche da non lasciarsi sfuggire per chi pensa di cambiare casa e in realtà vuole cambiare vita.
E' questa la vera rivoluzione dell'architettura moderna, non sulla carta o pura filosofia ma già in essere, tradotta sul campo e commercializzata.
Ecosostenibilità, domotica e ricorso alle energie alternative vanno bene ma a patto siano declinate in ambienti esclusivi, recuperati con cura certosina per farne luoghi unici, ritrovo di un'elitè che non vuole vicini di casa ma persone con cui condividere un percorso di vita.
E così se nel medioevo si abbandonavano le città per cercare scampo da pestilenze e invasioni, oppure più semplicemente perchè in una comunità dove gli scambi commerciali erano difficili recuperare il rapporto diretto con la terra significava poter contare su una fonte di sostentamento sicura, nell'era di internet e del villaggio globale chi sceglie di abbandonare le metropoli lo fa perchè non ne può più di una vita scandita da ritmi estenuanti.
I nemici moderni sono infatti lo smog, il traffico, il senso d'insicurezza, il grigiore della vita quotidiana. Ma se lasciarsi del tutto alle spalle la città rischia di tradursi in una scelta fin troppo radicale, rinunciando agli affari e alla professione, la giusta soluzione può essere quella di viverla in maniera intelligente, sfruttandola per le occasioni che propone, salvo poi chiamarsi fuori dai suoi ritmi infernali.
Per questo la nuova tendenza è quella non di abbandonare ma di "tradire" la città, cercando un'oasi di pace e tranquillità abbastanza distante per ricrearsi una qualità di vita migliore ma nelle stesso tempo non troppo lontana.
Fare i pendolari può essere una condizione ideale se al vostro ritorno a casa la sera ad attendervi ci sono i vostri figli che vi pregano di accompagnarli fuori per vedere le lucciole o dei vicini simpatici con cui condividere le vostre passioni e magari cenare all'aperto, con il lusso di dimenticarsi la porta di casa aperta.
Solo sogni? Non è così e per rendersene conto basta fare un giro a compasso attorno a Milano dove sono in fase di realizzazione tre nuove residenze esclusive dove lo stile di vita conta quanto e più dell'architettura e delle scelte costruttive.
"Il Borgo di Camuzzago" tra Bellusco e Ornago, "Cascina Vione" a Basiglio e "La corte di Limito" nel comune di Pioltello possono essere paragonate alla "città ideale" rinascimentale, resort unici dove vivere e condividere una nuova idea di vita. In tutti i casi gli interventi nascono da realtà preesistenti, antichi borghi medioevali, abbandonati fino a pochi anni fa e rinati a nuova vita.
Camuzzago ad esempio nacque per dare rifugio ai romei, i pellegrini in viaggio verso Roma, nell'XI secolo. Il complesso gestito dai monaci benedettini fino al 1478 si sviluppò poi come una "grangia", ovvero una grande tenuta agricola. A metà del degli anni ?50 il borgo raggiunse il suo massimo sviluppo raggiungendo una popolazione di 400 abitanti, questo fino al 1984 quando Camuzzago rimase disabitato per l'esodo dalla campagna verso la città.
Ha una storia analoga anche "Cascina Vione" fondata nell'Alto Medioevo e passata di mano in mano fino a divenire proprietà dell'abbazia di Chiaravalle. Da allora il piccolo borgo poi unificato con Basiglio scoprì la propria vocazione agricola fino a diventare in tempi recenti la più grande fattoria della Lombardia.
Più recente invece il passato di Limito, nato ad inizio ?800 come una grande e tipica cascina lombarda a pianta quadrata. Tre piccoli borghi ricchi di fascino e storia che tornano a nuova vita diventando, senza perdere le loro caratteristiche morfologiche e peculiarità, tre esclusivi complessi residenziali.
Nel caso di Limito, dichiarato di interesse storico-artistico dal Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali e quindi sottoposto a tutte le disposizioni di tutela, la sapiente ed attenta ristrutturazione della cascina consentirà di ottenere dai 100 ai 120 appartamenti, dai 60 ai 200 metri quadri di superficie, in pratica vi troverà alloggio una comunità di non oltre 300 persone.
Tutte le unità immobiliari situate a piano terra sono dotate di un giardino in uso esclusivo e di un gradevole e ampio porticato che invita a una maggiore vivibilità del proprio appartamento.
Le unità residenziali poste al secondo livello saranno invece dotate di ampi sottotetti e soppalchi per aumentare la fruibilità degli spazi interni. Gli spazi comuni sono stati conservati e ampliati per diventare uno spazio di ritrovo, ricchi di percorsi pedonali illuminati che conducono alle singole porzioni immobiliari.
Tutte le unità abitative hanno a disposizione box di varie metrature per migliorare ancora di più la qualità della vita, eliminado lo stress della ricerca del parcheggio. L?intero complesso immobiliare è integralmente recintato per garantire una maggiore sicurezza.
All?esterno, oltre alla realizzazione di spazi di verde pubblico, è stata realizzata una pista ciclabile e una nuova strada di collegamento viario, in cui sono collocati posti auto pubblici.
A Camuzzago gli elementi dell'architettura originale saranno riprodotti con particolare cura delle finiture e dei materiali scelti, mentre le corti diventeranno il vero cuore del complesso che si articolerà in 150 appartamenti.
Grazie al recupero dell'antica chiesa verrà ricavato un luogo dove saranno ospitati gli eventi pubblici e privati mentre nell'area adiacente al borgo verranno realizzate strutture per il benessere e il fitness.
Tra queste merita particolare rilievo il Golf Club con nove buche, esclusivo ritrovo per gli abitanti ma anche richiamo per tutti gli appassionati di questo sport.
Anche in questo caso è prevista la più ampia personalizzazione delle finiture, con attenzione alla domotica e al risparmio energetico. E' proprio questa una delle peculiarità comuni a questi tre interventi: se il contesto è storico la tecnologia applicata alla ristrutturazione è infatti assolutamente all?avanguardia.
Non è da meno "Cascina Vione", dove una volta concluso il restauro del borgo si girerà solo e rigorosamente a piedi oppure con con le auto elettriche utilizzate nei golf club. I fortunati abitanti, non oltre 300 persone, potranno contare su 100/120 appartamenti tra i 60 e i 200 metri quadri ampiamente personalizzabili per rispondere appieno alle esigenze dei clienti.
Sono previsti infatti riscaldamento e raffreddamento a pavimento, tetto ventilato e controllo a distanza di luci, riscaldamento e impianto antifurto, copertura wi-fi e dotazione di tv satellitare, vetrate e finestre insonorizzate e coibentate.
Un'unica via, "Dall'alba al tramonto" il suggestivo nome, attraverserà il complesso dove l'ingresso sarà vigilato, in questo modo la privacy e la sicurezza saranno pienamente garantite.
Tra i servizi offerti ai futuri residenti spazi comuni dove poter fare sport e vivere il proprio tempo libero e un grande giardino ricco di essenze.
Per gli amanti dell'agricoltura biologica ci sarà inoltre la suggestione di poter consumare i prodotti della grande tenuta di 200 ettari che circonda il borgo.
Tre suggestioni, tre modi di vivere tutti ad un tiro di schioppo da Milano eppure mai così volutamente estranei alla città. Tre occassioni uniche da non lasciarsi sfuggire per chi pensa di cambiare casa e in realtà vuole cambiare vita.
2008-11-03 Roberto Canali
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