Palazzo delle arti: Archeo - Scultura nel cielo di Milano

Il palazzo Montedison di Milano cambia pelle e diventa "Torre delle Arti", grazie all'iniziativa del gruppo finanziario australiano Babcock&Brown che ha indetto un concorso tra diversi studi italiani.
A vincere il progettista Marco Casamonti dello studio Archea di Firenze che ha ideato un'edificio sorprendente, variamente articolato in altezza con grandi scanalature intermedie, una sorta di morphing tra la Torre Velasca e le fenditure verticali del grattacielo Pirelli.
Una vera e propria scultura in grado di rivoluzionare lo skyline della città. Sono previsti quattro piani di parcheggi interrati, per un totale di 300 posti auto: lo sviluppo in altezza comprenderà un piano terra con funzioni miste (commerciali e residenziali), 22 piani di appartamenti, un ristorante al 23esimo piano e terrazze sul tetto, per un'altezza complessiva di 94 metri.
I rivestimenti verranno realizzati in pietra, mentre la superficie caratterizzata dalle scanalature sarà in cotto rivestito in lamina di oro giallo a 24 carati, in modo da rendere lucenti le fenditure che quindi divengono percepibili anche nella penombra notturna.
Il tetto di due delle quattro torri in cui appare suddiviso il corpo principale ospiterà uno spazio verde caratterizzato dalla presenza di un invaso di terra in cui sarà piantato un grande leccio e altre essenze secondo la tradizione dei giardini pensili milanesi.
Gli spazi inter-esterni degli alloggi sono caratterizzati da un sistema continuo di logge, che filtra la luce proteggendo le grandi aperture a vetro degli appartamenti: una sorta di "doppia pelle" che consentirà di schermare le facciate garantendo anche un considerevole risparmio energetico.
L'edificio sarà dotato di un avanzato sistema di controllo e gestione illuminotecnica, la visibilità notturna sarà garantita da una fotocellula crepuscolare che farà accendere i punti luce esterni al calare del sole, mentre un software di gestione del colore influirà sui cromatismi dei prospetti in relazione alle variazioni stagionali della luce.
Il programma costruttivo prevede inoltre per la realizzazione degli elementi decorativi e per la caratterizzazione dei diversi spazi funzionali la collaborazione con artisti, architetti, fotografi e designer contemporanei che saranno chiamati ad arricchire con il proprio lavoro il valore complessivo dell'opera.
www.archea.it
A vincere il progettista Marco Casamonti dello studio Archea di Firenze che ha ideato un'edificio sorprendente, variamente articolato in altezza con grandi scanalature intermedie, una sorta di morphing tra la Torre Velasca e le fenditure verticali del grattacielo Pirelli.
Una vera e propria scultura in grado di rivoluzionare lo skyline della città. Sono previsti quattro piani di parcheggi interrati, per un totale di 300 posti auto: lo sviluppo in altezza comprenderà un piano terra con funzioni miste (commerciali e residenziali), 22 piani di appartamenti, un ristorante al 23esimo piano e terrazze sul tetto, per un'altezza complessiva di 94 metri.
I rivestimenti verranno realizzati in pietra, mentre la superficie caratterizzata dalle scanalature sarà in cotto rivestito in lamina di oro giallo a 24 carati, in modo da rendere lucenti le fenditure che quindi divengono percepibili anche nella penombra notturna.
Il tetto di due delle quattro torri in cui appare suddiviso il corpo principale ospiterà uno spazio verde caratterizzato dalla presenza di un invaso di terra in cui sarà piantato un grande leccio e altre essenze secondo la tradizione dei giardini pensili milanesi.
Gli spazi inter-esterni degli alloggi sono caratterizzati da un sistema continuo di logge, che filtra la luce proteggendo le grandi aperture a vetro degli appartamenti: una sorta di "doppia pelle" che consentirà di schermare le facciate garantendo anche un considerevole risparmio energetico.
L'edificio sarà dotato di un avanzato sistema di controllo e gestione illuminotecnica, la visibilità notturna sarà garantita da una fotocellula crepuscolare che farà accendere i punti luce esterni al calare del sole, mentre un software di gestione del colore influirà sui cromatismi dei prospetti in relazione alle variazioni stagionali della luce.
Il programma costruttivo prevede inoltre per la realizzazione degli elementi decorativi e per la caratterizzazione dei diversi spazi funzionali la collaborazione con artisti, architetti, fotografi e designer contemporanei che saranno chiamati ad arricchire con il proprio lavoro il valore complessivo dell'opera.
www.archea.it
2008-01-03 Roberto Canali
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