Vieni c'è una casa nel bosco...quando l'architettura è natura

Capita a volte d'imbattersi in architetture che assomigliano a battute mal riportate. Formalmente ineccepibili eppure non ci fanno scattare il sorriso, spesso per una questione di metrica, di ritmo oppure perchè dette in un contesto assolutamente fuori luogo. Sì perchè anche una casa, un ponte, un palazzo per comunicarci qualcosa devono sentirsi a proprio agio, proprio come fossero persone, come capita a noi che abbiamo bisogno degli altri per sentirci davvero noi stessi.
E' per questo che progetti bellissimi, sulla carta, sono in realtà freddi e diventano non luoghi una volta realizzati, incapaci di emozionarci perchè li avvertiamo algidi e distanti rispetto al contesto di un quartiere o di una città. Altre volte non è così, ma questa è una "magia" che è riservata solo all'intuizione dei grandi architetti, e allora sono le costruzioni stesse a disvelarsi e raccontare quello che le circonda. Forse per questo progettare architetture in luoghi bellissimi è così difficile, visto che vuol dire mettersi in competizione con la natura.
Una sfida raccolta e vinta da Giuseppe Balzaretti che nella sua casa di Chiavenna, inserita in un luogo meraviglioso affacciato sulle Alpi, ha saputo trovare il perfetto equilibrio tra architettura e natura.
Come tutti i progetti dell'architetto di Chiavenna la casa è studiata in relazione all'ambiente che la circonda. I tagli, le finestre e viste si misurano in costante rimando con il paesaggio sottolineando, e non sovrapponendosi, a ciò che le circonda.
E così tra grandi vetrate che si aprono a rispecchiare il bosco e le montagne circostanti e gli interni che si protendono verso l'esterno, il risultato è di un'architettura che sa inserirsi e valorizzare il paesaggio circostante.
Il lato rivolto a sud, dove si trova l'ingresso, è interamente rivestito di vetro mentre la facciata a nord, più esposta ai venti delle cime, è chiusa. A livello 0 troviamo la cucina che si apre sulla sala da pranzo e il salotto, aperto completamente all'esterno grazie a due grandi vetrate che fanno anche da parete, in un continuo che raggiunge la veranda per poi finire in piscina.
Quasi che il living proseguisse anche all'esterno, in un continuo gioco di luce e riflessi. Gli spazi interni sono delineati e racchiusi da un perimetro di boiserie di legno rovere tinto wengè che, grazie al pavimento di marmo e al soffitto, entrambi bianchi, rende lo spazio sobrio ed essenziale, quasi fosse rarefatto.
A livello 1 trovano posto la sala hobby e una dispensa mentre al primo piano è collocata la zona notte, con una delle stanze che si apre su tre lati con grandi finestre dalle quali si domina il meraviglioso spettacolo delle montagne. Grazie ad un accurato studio ogni angolo della casa è stato congegnato per godere della perfetta insolazione, in un perfetto equilibrio tra interni ed esterni.
L'architetto Balzaretti ha infatti curato personalmente gran parte dei complementi di arredo, dalla scala che porta alla zona notte realizzata accostando tavole di castano e di acero dello spessore di quattro centimetri e poi scolpita sul posto dagli artigiani della valle, alla parete con camino, realizzata con legno rovere tinto wengè.
Il risultato è una linea contemporanea di grande pulizia formale, pochi pezzi di grande design che s'inseriscono più che riempire gli spazi, evento più unico che raro nelle case di montagna dove spesso ad imperare è il kitsch.
Se il legno è una scelta di continuità, per il tetto è stata adottata una soluzione assolutamente all'avanguardia, grazie alla copertura in Rheinzink, ovvero costituita da una lega di zinco, rame e titanio. "Questa lega - spiega lo stesso Balzaretti - è sviluppata per rispondere alle specifiche richieste della lattoneria edile con innumerevoli realizzazioni nel settore delle coperture e dei rivestimenti di facciata.
Ho scelto questa soluzione perchè nel suo mutevole rapporto con le forme e gli altri materiali irradia una certa sobrietà, freschezza e modernità.
Inoltre questa sottile lamiera con la sua tipica patina grigio-zinco conferisce anche leggerezza, richiamando il carattere di una pelle". Alla fine il risultato è unico e merita una gita a Chiavenna, non solo per gustare il bitto o ammirare le montagne ma per lasciarsi affascinare da questa stupenda casa nel bosco e ascoltare il suo racconto.
L'architetto Giuseppe Balzaretti
Laureatosi al Politecnico di Milano nell'anno 1983. Dal 1983 al 1995 l'architetto Giuseppe Balzaretti ha lavorato in associazione con altri tre colleghi occupandosi di progettazione architettonica relativamente alla committenza privata.
Dal 1995, sciolta l'associazione, esercita l'attività di architetto libero professionista in forma singola, occupandosi del residenziale e del terziario. La committenza è privata e residente nel nord della Lombardia, occasionalmente in Toscana e all'estero ( Francia, Belgio).
Il suo studio si trova a Chiavenna - 23022 - SO V.lo della Cartara 3 Tel. 034335419 E-mail g.balzaretti@archiworld.it
E' per questo che progetti bellissimi, sulla carta, sono in realtà freddi e diventano non luoghi una volta realizzati, incapaci di emozionarci perchè li avvertiamo algidi e distanti rispetto al contesto di un quartiere o di una città. Altre volte non è così, ma questa è una "magia" che è riservata solo all'intuizione dei grandi architetti, e allora sono le costruzioni stesse a disvelarsi e raccontare quello che le circonda. Forse per questo progettare architetture in luoghi bellissimi è così difficile, visto che vuol dire mettersi in competizione con la natura.
Una sfida raccolta e vinta da Giuseppe Balzaretti che nella sua casa di Chiavenna, inserita in un luogo meraviglioso affacciato sulle Alpi, ha saputo trovare il perfetto equilibrio tra architettura e natura.
Come tutti i progetti dell'architetto di Chiavenna la casa è studiata in relazione all'ambiente che la circonda. I tagli, le finestre e viste si misurano in costante rimando con il paesaggio sottolineando, e non sovrapponendosi, a ciò che le circonda.
E così tra grandi vetrate che si aprono a rispecchiare il bosco e le montagne circostanti e gli interni che si protendono verso l'esterno, il risultato è di un'architettura che sa inserirsi e valorizzare il paesaggio circostante.
Il lato rivolto a sud, dove si trova l'ingresso, è interamente rivestito di vetro mentre la facciata a nord, più esposta ai venti delle cime, è chiusa. A livello 0 troviamo la cucina che si apre sulla sala da pranzo e il salotto, aperto completamente all'esterno grazie a due grandi vetrate che fanno anche da parete, in un continuo che raggiunge la veranda per poi finire in piscina.
Quasi che il living proseguisse anche all'esterno, in un continuo gioco di luce e riflessi. Gli spazi interni sono delineati e racchiusi da un perimetro di boiserie di legno rovere tinto wengè che, grazie al pavimento di marmo e al soffitto, entrambi bianchi, rende lo spazio sobrio ed essenziale, quasi fosse rarefatto.
A livello 1 trovano posto la sala hobby e una dispensa mentre al primo piano è collocata la zona notte, con una delle stanze che si apre su tre lati con grandi finestre dalle quali si domina il meraviglioso spettacolo delle montagne. Grazie ad un accurato studio ogni angolo della casa è stato congegnato per godere della perfetta insolazione, in un perfetto equilibrio tra interni ed esterni.
L'architetto Balzaretti ha infatti curato personalmente gran parte dei complementi di arredo, dalla scala che porta alla zona notte realizzata accostando tavole di castano e di acero dello spessore di quattro centimetri e poi scolpita sul posto dagli artigiani della valle, alla parete con camino, realizzata con legno rovere tinto wengè.
Il risultato è una linea contemporanea di grande pulizia formale, pochi pezzi di grande design che s'inseriscono più che riempire gli spazi, evento più unico che raro nelle case di montagna dove spesso ad imperare è il kitsch.
Se il legno è una scelta di continuità, per il tetto è stata adottata una soluzione assolutamente all'avanguardia, grazie alla copertura in Rheinzink, ovvero costituita da una lega di zinco, rame e titanio. "Questa lega - spiega lo stesso Balzaretti - è sviluppata per rispondere alle specifiche richieste della lattoneria edile con innumerevoli realizzazioni nel settore delle coperture e dei rivestimenti di facciata.
Ho scelto questa soluzione perchè nel suo mutevole rapporto con le forme e gli altri materiali irradia una certa sobrietà, freschezza e modernità.
Inoltre questa sottile lamiera con la sua tipica patina grigio-zinco conferisce anche leggerezza, richiamando il carattere di una pelle". Alla fine il risultato è unico e merita una gita a Chiavenna, non solo per gustare il bitto o ammirare le montagne ma per lasciarsi affascinare da questa stupenda casa nel bosco e ascoltare il suo racconto.
L'architetto Giuseppe Balzaretti
Laureatosi al Politecnico di Milano nell'anno 1983. Dal 1983 al 1995 l'architetto Giuseppe Balzaretti ha lavorato in associazione con altri tre colleghi occupandosi di progettazione architettonica relativamente alla committenza privata.
Dal 1995, sciolta l'associazione, esercita l'attività di architetto libero professionista in forma singola, occupandosi del residenziale e del terziario. La committenza è privata e residente nel nord della Lombardia, occasionalmente in Toscana e all'estero ( Francia, Belgio).
Il suo studio si trova a Chiavenna - 23022 - SO V.lo della Cartara 3 Tel. 034335419 E-mail g.balzaretti@archiworld.it
2008-11-03 Redazione
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