Se la casa è passiva... il bilancio è attivo

Apatico, inerte, indolente, abulico: sono alcuni sinonimi del termine "passivo", che deriva dal latino patire, subire.
Attivo e operoso, infatti, sono i suoi contrari. Eppure, negli ultimi anni, quando si parla di edilizia ed energia, bisogna ribaltarne il significato.
Si, perchè se il passivo supera l'attivo il bilancio è in perdita, ma se si tratta di una casa, "passivo" equivale a risparmio energetico e si traduce in risparmio in bolletta.
Lo standard a cui ci si riferisce in questo campo è quello della Passivhaus tedesca, ovvero un'abitazione che assicura il benessere termico senza alcun impianto di riscaldamento "convenzionale" ed è quello a cui si è ispirato il geometra Gian Piero Marchiori per costruire la sua casa a Borgoricco, in provincia di Padova.
Oltre ad aver abbattuto i costi complessivi di edificazione, pareggiandola con una in muratura (costi elevati dei materiali compensati con la poca manodopera impiegata, circa 15 giorni lavorativi), Marchiori ha passato l'estate scorsa senza condizionatore, perchè la casa è ben ventilata e nessuna finestra è esposta al sole.
La casa è lo stesso molto luminosa, perchè con molte vetrate tutte rigorosamente dotate di vetri termici. Per l'inverno alle porte, invece, il riscaldamento è assicurato da una piccola stufa a pellet/legno/cippato a costo "0", in quanto Marchiori brucerà il legno che ha avanzato dalla costruzione della casa.
Per il riscaldamento dell'acqua ha installato un boiler (in dotazione con la stufa) che in inverno viene scaldato dalla stufa e in estate da un pannello solare.
La lavastoviglie e la lavatrice sono allacciate alla condotta dell'acqua calda, quindi consumano meno elettricità per il riscaldamento dell'acqua, l'illuminazione del giardino è assicurata da batterie che si ricaricano durante il giorno grazie ai pannelli fotovoltaici(ne bastano 2 per assicurare all'incirca 100 W) e le acque piovane vengono raccolte su cisterne interrate per essere poi usate per annaffiare il giardino.
Tutto questo si è tradotto in un risparmio sui costi di costruzione (il costo grezzo è stato di 70 mila euro), oltre che un risparmio dell'80% sui consumi energetici.
Basti pensare che le bollette di questa abitazione da 200 mq equivalgono a quelle di un'abitazione "normale" di 70-80 mq.
Un bilancio decisamente "attivo". marchiorimm@alice.it
Attivo e operoso, infatti, sono i suoi contrari. Eppure, negli ultimi anni, quando si parla di edilizia ed energia, bisogna ribaltarne il significato.
Si, perchè se il passivo supera l'attivo il bilancio è in perdita, ma se si tratta di una casa, "passivo" equivale a risparmio energetico e si traduce in risparmio in bolletta.
Lo standard a cui ci si riferisce in questo campo è quello della Passivhaus tedesca, ovvero un'abitazione che assicura il benessere termico senza alcun impianto di riscaldamento "convenzionale" ed è quello a cui si è ispirato il geometra Gian Piero Marchiori per costruire la sua casa a Borgoricco, in provincia di Padova.
Oltre ad aver abbattuto i costi complessivi di edificazione, pareggiandola con una in muratura (costi elevati dei materiali compensati con la poca manodopera impiegata, circa 15 giorni lavorativi), Marchiori ha passato l'estate scorsa senza condizionatore, perchè la casa è ben ventilata e nessuna finestra è esposta al sole.
La casa è lo stesso molto luminosa, perchè con molte vetrate tutte rigorosamente dotate di vetri termici. Per l'inverno alle porte, invece, il riscaldamento è assicurato da una piccola stufa a pellet/legno/cippato a costo "0", in quanto Marchiori brucerà il legno che ha avanzato dalla costruzione della casa.
Per il riscaldamento dell'acqua ha installato un boiler (in dotazione con la stufa) che in inverno viene scaldato dalla stufa e in estate da un pannello solare.
La lavastoviglie e la lavatrice sono allacciate alla condotta dell'acqua calda, quindi consumano meno elettricità per il riscaldamento dell'acqua, l'illuminazione del giardino è assicurata da batterie che si ricaricano durante il giorno grazie ai pannelli fotovoltaici(ne bastano 2 per assicurare all'incirca 100 W) e le acque piovane vengono raccolte su cisterne interrate per essere poi usate per annaffiare il giardino.
Tutto questo si è tradotto in un risparmio sui costi di costruzione (il costo grezzo è stato di 70 mila euro), oltre che un risparmio dell'80% sui consumi energetici.
Basti pensare che le bollette di questa abitazione da 200 mq equivalgono a quelle di un'abitazione "normale" di 70-80 mq.
Un bilancio decisamente "attivo". marchiorimm@alice.it
2008-10-06 Daniela Garbillo
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