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Roma

Boom del mattone, dove sta la verit??!

Alcuni giorni fa ho assistito a una trasmissione dove il dottor Mieli ha cercato di convincerci che per gli operai ? morta la speranza di comprarsi casa. Questo ? dovuto al fatto che negli ultimi 4 anni gli immobili sono aumentati del 40%, mentre gli stipendi dell?uno, due per cento. La verit? contraddice quanto affermato, infatti una rincorsa alla prima casa come ora, non ? mai avvenuta in Italia, nonostante i prezzi siano aumentati, come affermato da Mieli. Forse perch? chi compra ? fesso? O ? forse perch? quel fesso sa far di conto meglio di Mieli? Chi ha immobili da vendere ? felice perch? guadagna bene, mentre chi vuole comprare la prima casa risparmia enormemente sugli interessi, che oggi variano attorno all?uno per cento, con acconti insignificanti. Il boom ? tale in quanto anche per l?operaio ? conveniente pi? acquistare casa che pagare un affitto all?infinito. Voi cosa pensate?

Le rispondiamo con quanto emerge dall'indagine sugli italiani e il risparmio realizzata, come ogni anno, da Ipsos in occasione della Giornata mondiale del risparmio.
Due italiani su tre fanno fatica a far quadrare il bilancio domestico: dichiarano di aver peggiorato il proprio tenore di vita e sono pessimisti per il futuro, ma non hanno perso la voglia di risparmiare anche a costo di rinunce. C'? anche chi sta meglio: un 20% del campione dichiara di aver avuto a disposizione pi? soldi del passato mentre un altro 20% dice di aver "galleggiato". I consumi hanno seguito l'andamento al rialzo o al ribasso del budget familiare e subendo tagli drastici nei casi, il 18% del totale, di "grave crisi". Con una sorprendente eccezione: gli italiani possono rinunciare a tutto, anche a mangiare, ma non riescono a fare a meno del cellulare. Telefoni e telefonini sono i beni il cui consumo non si ? contratto mai. Per nessuno, neanche per i pi? poveri che hanno invece ridotto tutte le altre spese comprese quelle per l'auto e gli spostamenti, aumentate invece nelle situazioni di minore difficolt?. Per chi fa comunque fatica ad arrivare alla fine del mese i tagli di budget hanno riguardato il vestiario, i viaggi, la pizzeria e il ristorante e in via generale l'intrattenimento. Cinema, teatro e concerti vengono per? sacrificati nella maggior parte dei casi, fatta eccezione per i pi? benestanti che comunque non cambiano le abitudini precedenti. La voglia di risparmio in ogni caso, dice la ricerca commissionata dall'Acri, non cala anche se diminuisce il reddito. Ed ? anche tornato l'interesse ad investire i soldi messi da parte, rispetto alla generica preferenza per la liquidit? degli anni scorsi. Il mattone resta in cima alle preferenze degli italiani, ma in misura minore del passato (66% contro il 70% delle preferenze del 2004) mentre aumenta del 4% la schiera di chi cerca "investimenti finanziari" pi? sicuri. Per la prima volta in cinque anni gli italiani mostrano attenzione, peraltro abbinata alla prudenza, alla redditivit? dell'investimento. Insomma, visto questo quadro riteniamo che le affermazioni del dottor Mieli siano assolutamente false, ma rientrano in quello che ? il gioco della politica. La casa rimane l?investimento primario per gli italiani, anche grazie alla disponibilit? delle banche a venir incontro alle diverse esigenze della loro clientela. Prodotti che finanziano fino al 100%, durata media che ormai raggiunge i 25 anni, nuovi mutui a 40 anni. Certo la quota stipendio che va a finanziare la casa ? indubitabilmente cresciuta, per? ci sono i mezzi per far fronte a questa necessit?. Che non sia facile, beh questa ? tutta un?altra storia.

2005-11-19 Giacomo Maria Matt


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