E' possibile stabilire esenzioni Ici ma in questo caso il mancato gettito non si può addebitare allo Stato
La Corte dei Conti della Lombardia ha espresso un parere su una richiesta presentata dal Comune di Fino Mornasco.

Via libera per i Comuni che vorranno assimilare altri immobili, ai fini Ici, alle esenzioni in vigore per la prima casa.
A stabilirlo la Corte dei Conti della Lombardia che lo scorso 5 maggio ha espresso il proprio parere in merito ad una richiesta presentata dal comune di Fino Mornasco, in provincia di Como.
La Corte ha riconosciuto da un lato la possibilità da parte del Comune di assimilare all'abitazione principale tipologie diverse da quelle espressamente previste dal legislatore, stabilendo però che in questo caso l'ente non potrà richiedere allo Stato il mancato gettito non riscosso. In pratica ai Comuni è riconosciuto il diritto di venire incontro ai propri cittadini decidendo di non far pagare loro le tasse, a patto però che non sia lo Stato, ovvero tutti gli altri cittadini, a rimetterci.
Nel caso specifico secondo la Corte la decisione del Comune, che aveva esentato dal pagamento dell'Ici sulla prima casa anche i titolari di unità locate con regolare contratto come abitazione principale oltre a quelle possedute a titolo di proprietà o usufrutto da cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato, è perfettamente valida e non potrà essere rivista neppure ex-post.
Fortunati i contribuenti del piccolo paese comasco dunque che non potranno vedersi chiedere indietro i soldi ne per il 2008 ne per il 2009, con buona pace di Sindaco e Giunta che per ripensarci e tornare a reintrodurre la gabella dovranno attendere il 2010.
A stabilirlo la Corte dei Conti della Lombardia che lo scorso 5 maggio ha espresso il proprio parere in merito ad una richiesta presentata dal comune di Fino Mornasco, in provincia di Como.
La Corte ha riconosciuto da un lato la possibilità da parte del Comune di assimilare all'abitazione principale tipologie diverse da quelle espressamente previste dal legislatore, stabilendo però che in questo caso l'ente non potrà richiedere allo Stato il mancato gettito non riscosso. In pratica ai Comuni è riconosciuto il diritto di venire incontro ai propri cittadini decidendo di non far pagare loro le tasse, a patto però che non sia lo Stato, ovvero tutti gli altri cittadini, a rimetterci.
Nel caso specifico secondo la Corte la decisione del Comune, che aveva esentato dal pagamento dell'Ici sulla prima casa anche i titolari di unità locate con regolare contratto come abitazione principale oltre a quelle possedute a titolo di proprietà o usufrutto da cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato, è perfettamente valida e non potrà essere rivista neppure ex-post.
Fortunati i contribuenti del piccolo paese comasco dunque che non potranno vedersi chiedere indietro i soldi ne per il 2008 ne per il 2009, con buona pace di Sindaco e Giunta che per ripensarci e tornare a reintrodurre la gabella dovranno attendere il 2010.
2009-06-05
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