Salta la Commissione Antimafia che avrebbe dovuto vigilare sull'Expo.
Per il Partito delle Libertà è inutile, intanto il PD insorge e fa sospendere i lavori a Palazzo Marino.

Una decisione che promette di far discutere quella presa ieri sera dal consiglio comunale di Milano che ha deciso di cancellare, in maniera definitiva, la Commissione Antimafia che avrebbe dovuto vigilare sui cantieri dell'Expo 2015.
E così un fiume di denaro, miliardi di euro, verrà gestito senza in preventivo controllo e la supervisione di un organismo bipartisan e assolutamente trasversale che, nelle intenzioni di Palazzo Marino, avrebbe dovuto tenere ben lontane le infiltrazioni da parte di mafia, camorra e andrangheta.
Pensare che commissione, revocata ieri con delibera da parte dei consiglieri di centrodestra, era stata voluta e sostenuta da entrambi gli schieramenti, almeno fino a ieri.
Schiacciante la decisione da parte dell'aula: ben 29 i no (in pratica tutto il centrodestra), mentre a votare contro il centrosinistra compatto (24 voti), oltre alla significativa astensione del presidente dell'aula, Manfredi Palmieri, contrario fino all'ultima alla decisione dei suoi.
Dopo il voto, com'era prevedibile, si è scatenata la bagarre con l'opposizione che ha abbandonato l'aula, in polemica con la maggioranza, in segno di protesta contro la decisione. L'esperienza della Commissione Antimafia a Milano ha avuto una vita breve e travagliata: nata il cinque marzo scorso, con decisione unanime del consiglio, si era infatti riunita solo un paio di volte.
L'organismo, nelle intenzioni di Palazzo Marino, avrebbe dovuto avere una doppia anima: politica e, per così dire operativa, con la partecipazione alle sedute di prefetto e forze dell'ordine. Peccato che così non sia stato, specie dopo l'intervento del prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, che interpellato sull'organismo l'aveva definito privo di un reale potere d'indagine e addirittura illegittimo, declinando l'invito a prendere parte alle sue sedute.
Da qui la decisione da parte della maggioranza di affossare la commissione, ritenuta vista la sua funzione meramente consultiva, un organismo assolutamente inutile.
A battersi fino all'ultimo per tenerla in vita l'opposizione che però ieri sera ha dovuto arrendersi di fronte alla forza dei numeri.
C'è da augurarsi che commissione sì o commissione no a Milano, in vista dell'Expo, non venga meno il controllo da parte di magistrati e inquirenti, per sfatare le inquietanti parole del sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia che nel giugno dello scorso anno aveva definito Milano la "vera capitale delle cosche".
E così un fiume di denaro, miliardi di euro, verrà gestito senza in preventivo controllo e la supervisione di un organismo bipartisan e assolutamente trasversale che, nelle intenzioni di Palazzo Marino, avrebbe dovuto tenere ben lontane le infiltrazioni da parte di mafia, camorra e andrangheta.
Pensare che commissione, revocata ieri con delibera da parte dei consiglieri di centrodestra, era stata voluta e sostenuta da entrambi gli schieramenti, almeno fino a ieri.
Schiacciante la decisione da parte dell'aula: ben 29 i no (in pratica tutto il centrodestra), mentre a votare contro il centrosinistra compatto (24 voti), oltre alla significativa astensione del presidente dell'aula, Manfredi Palmieri, contrario fino all'ultima alla decisione dei suoi.
Dopo il voto, com'era prevedibile, si è scatenata la bagarre con l'opposizione che ha abbandonato l'aula, in polemica con la maggioranza, in segno di protesta contro la decisione. L'esperienza della Commissione Antimafia a Milano ha avuto una vita breve e travagliata: nata il cinque marzo scorso, con decisione unanime del consiglio, si era infatti riunita solo un paio di volte.
L'organismo, nelle intenzioni di Palazzo Marino, avrebbe dovuto avere una doppia anima: politica e, per così dire operativa, con la partecipazione alle sedute di prefetto e forze dell'ordine. Peccato che così non sia stato, specie dopo l'intervento del prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, che interpellato sull'organismo l'aveva definito privo di un reale potere d'indagine e addirittura illegittimo, declinando l'invito a prendere parte alle sue sedute.
Da qui la decisione da parte della maggioranza di affossare la commissione, ritenuta vista la sua funzione meramente consultiva, un organismo assolutamente inutile.
A battersi fino all'ultimo per tenerla in vita l'opposizione che però ieri sera ha dovuto arrendersi di fronte alla forza dei numeri.
C'è da augurarsi che commissione sì o commissione no a Milano, in vista dell'Expo, non venga meno il controllo da parte di magistrati e inquirenti, per sfatare le inquietanti parole del sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia che nel giugno dello scorso anno aveva definito Milano la "vera capitale delle cosche".
2009-05-26 Roberto Canali
House e Glamour
Il fascino dell'abitare casa
COSTRUIRE TENDENZE
CASE D'AUTORE
ARCHITETTURE
ABITARE CASA
ARCHIEVOLUZIONI
DESIGN e INTERNI
MUST@HOME
ARTE
ANTIQUARIATO
Up Date
Appuntamenti
FIERE
EVENTI
MOSTRE
INCONTRI
VISIONI E LETTURE
CONCORSI
CORSI
CONVEGNI
PRESENTAZIONI
Vendita Case | Affitto Case
Capannoni | Uffici | Negozi
Vendite giudiziarie immobiliari
dei Tribunali della Lombardia
Corte d'Appello di Milano
dei Tribunali della Lombardia
Corte d'Appello di Milano
Il top degli immobili
La telefonata
I comuni e le zone
dove comprare casa
dove comprare casa
Gossip, Vip, Rumors
e Follie del villaggio immobiliare globale
e Follie del villaggio immobiliare globale
Scegli il network QUICASA
avrai più contatti
per i tuoi affari
per i tuoi affari







Torna in alto