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Roma

Piano casa, finalmente l'accordo Governo-Regioni

Semplificazione delle procedure e volumetrie ampliabili tra 20 e il 35%
Semplificazione delle procedure e volumetrie ampliabili tra 20 e il 35%
Governo e Regioni hanno raggiunto, nella tarda serata di ieri, l'accordo sul piano casa. Accordo reso possibile dalla proposta unificata della Conferenza delle Regioni, il cui testo è stato steso grazie alla mediazione del Ministro per le Politiche Regionali, Fitto.
I tre punti cardine del piano riguardano: la semplificazione delle procedure edilizie (termine certo e disciplina per rilasciare autorizzazioni e permessi, protocolli più snelli per la Valutazione Ambientale Strategica); l'aumento delle <volumetrie fino al 20% realizzabile per le famiglie residenti in case mono e bifamiliari, fino al 35% nel caso di demolizioni le cui ricostruzioni vi utilizzino materiali a impatto ridotto sull'ambiente e rispettino il paesaggio; infine, l'appuntamento per discutere un piano per l'edilizia pubblica rivolta alle fasce meno abbienti. Escluse dal progetto restano naturalmente i centri storici, le aree protette e i condomini.
Il testo passa oggi al vaglio del Consiglio dei Ministri. Superati gli ostacoli maggiori, resta ancora qualche dissidio riguardante l'incisività del decreto: le Regioni premono perchè contenga solamente le linee guida, cui si conformeranno poi le leggi locali entro 90 giorni, mentre il governo compierebbe un'azione più diretta in una materia che "la sinistra ha reso concorrente con le Regioni", ha detto il Premier in una battuta che ha provocato le proteste di alcuni esponenti del PD.
Berlusconi stima che, se si mettesse a frutto il piano per il solo 10%, il PIL ne gioverebbe tra i 4 e 6 punti, cioè 60-70 miliardi di euro. Ma questo non è che uno stimolo iniziale per la ripresa edilizia. Il Presidente del neonato Popolo della Libertà ripromette un "grande piano casa", concepito soprattutto per chi ancora non ne possiede una, che collochi un insediamento urbano in ogni capoluogo e che risponda soprattutto alle esigenze dei giovani di costi contenuti. Benchè, almeno per ora, il governo si è detto non disponibile a impegnare risorse aggiuntive per l'edilizia pubblica.

2009-04-01 Roberto Cirillo


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