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La "Maledetta Primavera" di Pirelli Real Estate

Archiviata la perdita d'esercizio di 195 milioni di euro tutti con il fiato sospeso in attesa della ricapitalizzazione.
Archiviata la perdita d'esercizio di 195 milioni di euro tutti con il fiato sospeso in attesa della ricapitalizzazione.
Tira una brutta aria, è proprio il caso di dirlo, su Pirelli Real Estate che ha chiuso l'esercizio del 2008 con una perdita netta sul bilancio consolidato di 195 milioni di euro, una doccia scozzese rispetto all'utile di 162 milioni di euro della chiusura 2007.
Un dato negativo largamente prevedibile, senza voler fare le cassandre, visto l'andamento degli ultimi sei mesi del mercato immobiliare, ma di certo appesantito nel caso della holding di Bicocca, dall'andamento negativo del titolo a Piazza Affari.
A giustificare, almeno in parte, l'andamento altalenante, il giudizio negativo sul progetto di ristrutturazione delle attività immobiliari del gruppo, presentato l'11 febbraio scorso dopo essere rimasto nei cassetti dei vertici Pirelli almeno un paio di settimane, proprio per evitare il rischio di creare contraccolpi al titolo in Borsa.
Precauzioni inutili verrebbe da dire, con il senno di poi, visto il tonfo del titolo a Piazza Affari. Se infatti a gennaio, spinto da speculazioni dei trader il titolo era arrivato a 5,31 euro per azione, con performance di +12,7% in una sola giornata, sono bastate poche settimane per sgonfiare le performance e precipitare, seduta dopo seduta all'1,91 euro per azione di quest'oggi, venerdì 6 marzo.
Ma cosa c'è all'interno del progetto che il mercato proprio non riesce a digerire?
Anzitutto la riduzione di personale, con il gruppo Pirelli Tyre (ovvero l'intera holding) che per il 2009 ha annunciato una cura dimagrante alquanto drastica per tutti i suoi dipendenti nell'area dell'Europa Occidentale: il 15% in meno su 10.000 lavoratori che erano in organico a fine 2008, ovvero 1500 posti di lavoro che andranno in fumo.
Si sa che, almeno agli occhi del mercato il confine tra razionalizzazione e smantellamento spesso è molto breve e, almeno nel caso di Pirelli, le rassicurazioni dei vertici non sono servite a fugare i timori.
Nel caso specifico di Pirelli Re i tagli, che pure in grande parte sono già stati fatti, coinvolgeranno alla fine non meno di 500 persone, due terzi dei quali in Italia. Questo porterà l'azienda a passare da 1300 a 800 dipendenti.
In più a frenare il titolo in Borsa ci hanno pensato le perfomance, a dir poco altalenanti, del titolo negli ultimi mesi.
E così il più internazionale dei gruppi nostrani ha pagato più di altri lo scotto dello tsunami che dallo scorso anno si è abbattuto, almeno a livello europeo, sul mercato immobiliare.
La riduzione dei prezzi, il rallentamento delle transazioni e le difficoltà di accesso al credito hanno provocato nel corso del 2008 un crollo del 18% dei ricavi, fermi a 776 milioni di euro.
Tanto che alla fine il risultato operativo comprensivo dei dati riferiti alle partecipazioni, le ristrutturazioni e le rivalutazioni/svalutazioni, ha chiuso con un saldo negativo per circa 240 milioni di euro (a fronte di un dato positivo per 151,1 milioni di euro del 2007).
La posizione finanziaria netta, al lordo del finanziamento soci, è passiva per circa 862 milioni al 31 dicembre 2008, in miglioramento di circa 73 milioni rispetto al 30 settembre 2008 e in peggioramento di circa 46 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2007.
Il debito verso la controllante Pirelli & C. si e' ridotto a circa 490 milioni di euro, rispetto ai circa 700 milioni di euro al 30 settembre 2008 e circa 526 milioni di euro al 31 dicembre 2007.
Numeri che da soli lasciano intuire quanto sia urgente intervenire per rimettere la macchina in carreggiata.
Lo sanno bene anche i vertici di Pirelli che all'interno del piano hanno previsto un aumento di capitale per un massimo di 400 milioni di euro. La svolta potrebbe arrivare dall'assemblea straordinaria che sarà convocata presumibilmente il 17 aprile, la stessa data di quella ordinaria sul bilancio.
L'assemblea dovrebbe dare mandato al consiglio di fissare, tra l'altro, il prezzo di emissione.
L'obiettivo è di tornare all'utile già entro la fine del 2009.
La societa' punta a passare da una perdita di 60 milioni ad un profitto di 20/30 milioni grazie alle azioni sui costi ed alla valorizzazione della società di gestione del risparmio.
Per centrare l'obiettivo gli uomini di Pirelli nel corso del 2009 dovranno realizzare almeno un miliardo di vendite e nessuna acquisizione.
La società di Bicocca punta a non redistribuire dividenti nel 2009, proprio per rimettere in sesto il proprio bilancio.
Buoni propositi che a medio-lungo termine non potranno che giovare all'andamento dei titolo che però, almeno in questa fase, sconta gli annunci di una profonda riorganizzazione e razionalizzazione della propria struttura organizzativa.
Tra le incertezze del mercato anche il nome del gruppo bancario che farà da sponda a Pirelli per l'aumento di capitale, stando alle indiscrezioni l'aiuto dovrebbe arrivare da Intesa San Paolo, anche se l'intero credito sarà comunque garantito da Pirelli, pronta a convertire in equity i crediti vantati verso la consociata.
L'auspicio, per Tronchetti e in particolare per il cugino, Puri Negri, è che il mercato si riveli, con il tempo, un giudice meno severo di com'è stato finora. Basterà citare, per tutti, l'analisi di Centrosim che dopo aver studiato i conti 2008 di Pirelli Real Estate non ha potuto fare a meno di definirli "orribili".
Molto meglio i conti della divisione pneumatici, che almeno per il 2009 saranno chiamati con le loro performance a "salvare" il mattone.

2009-03-06 Roberto Canali


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