OSMI Borsa Immobiliare: 2009 a tinte fosche per il mattone

Come sarà il 2009 dal punto di vista del mercato immobiliare? Di sicuro sarà un anno indimenticabile, anche se non in termini positivi, almeno secondo l'osservatorio della Borsa Immobiliare di Milano, che nei giorni scorsi ha organizzato un forum con esperti del mercato e della finanza per trarre gli auspici del 2009.
"Prevedere è impossibile - mette le mani avanti Nicola Antonucci, financial broker e consulente di OSMI - ci sono troppe variabili, l'unica cosa che possiamo fare è immaginare degli scenari che di certo non sono rosei per il mercato.
Gli ultimi dati a nostra disposizione parlano di cali delle compravendite del 15% e anche se i valori tengono è logico attendersi che questo trend proseguirà anche nel 2009".
Senza voler eccedere in inutili allarmismi è lecito attendersi anche cali del 30-40% del volume degli scambi. "Una volta bastava costruire e mettere sul mercato per trovare immediatamente acquirenti, adesso invece il telefono di molte agenzie immobiliari rimane muto, i tempi per concludere una compravendita si sono dilatati fino a 7/8 mesi.
Negli ultimi anni in Lombardia c'è stata una corsa all'acquisto della prima casa, un effetto deflattivo era da mettere in conto, certo nessuno si attendeva sarebbe giunto così repentinamente.
Purtroppo questo è un settore dove gli operatori hanno memoria corta, nessuno si ricorda più del calo del 25% delle compravendite nel 1985. Per questo un momento fisiologico di volatilità del mercato viene visto in toni apocalittici".
La realtà, secondo Antonucci, è che nell'era della finanza globale è antistorico prima che assurdo pensare che il mercato immobiliare possa rimanere immune dagli alti e bassi che condizionano la borsa o i mercati valutari. "Se scoppia una guerra o c'è un attentato, come in questi giorni a Mombay, non possiamo pensare che le ripercussioni non arrivino a condizionare anche il mercato immobiliare.
La finanza la fa da padrona anche in questo settore e non possiamo pensare di escluderne gli effetti negativi, legati proprio alla volatilità. In Italia non abbiamo conosciuto i Subprime Ninja che hanno messo ko il mercato Usa, ma è innegabile che la politica delle banche e la facilità di concedere mutui fin troppo facili, con scoperti del 80/90%, abbiano costituito i prodromi del terremoto che stiamo vivendo".
La soluzione all'orizzonte. "Come si fa con gli aerei per uscire da una situazione di stallo è necessaria un coraggiosa picchiata, qualcuno si farà male ma alla fine il mercato si riprenderà, solo così scopriremo che questa crisi può essere l'occasione di fare pulizia nel mercato e mettere in cantiere quegli interventi strutturali di cui tutti abbiamo bisogno".
C'è da sperare che alle "discese ardite" seguano le risalite.
Il presidente Antonio Pastore
"Più che fare dei peana adesso che le cose vanno male dovremmo riflettere sul fatto che da anni il trend era stato fin troppo positivo e grazie all'immobiliare in tanti si sono arricchiti.
Non penso ai costruttori che fanno il loro mestiere, ma a chi per esempio si è giovato di rendite di posizione come nel caso della rendita fondiaria, un istituto medioevale che va per forza riformato.
Occorre un diverso approccio al mercato che tenga conto della realtà e della solvibilità, la finanza non dovrà essere più l'interlocutore principe del nostro mercato. Noi produciamo case e non mutui.
L'aumento esponenziale del costo del mattone negli ultimi anni è stato dettato dall'aumento del costo delle aree, per questo da qui ai prossimi mesi l'obiettivo primario sarà ridurre la rendita fondiari per innescare un nuovo sviluppo.
Oggi le piccole e medie aziende si stanno orientando all'acquisto più che alla locazione di capannoni e spazi commerciali, inoltre dobbiamo avere fiducia nell'Expo, che va spinto con lo stesso impegno e vigore che ci ha permesso di conquistarlo.
Sì all'housing sociale e al ruolo degli enti pubblici: Aler a Milano ha una lista di attesa di 46mila persone che attendono una casa, è ora di dare risposta anche a questo mercato.
Solo così potremmo superare la crisi e mettere in moto un meccanismo di riforme davvero virtuoso".
"Prevedere è impossibile - mette le mani avanti Nicola Antonucci, financial broker e consulente di OSMI - ci sono troppe variabili, l'unica cosa che possiamo fare è immaginare degli scenari che di certo non sono rosei per il mercato.
Gli ultimi dati a nostra disposizione parlano di cali delle compravendite del 15% e anche se i valori tengono è logico attendersi che questo trend proseguirà anche nel 2009".
Senza voler eccedere in inutili allarmismi è lecito attendersi anche cali del 30-40% del volume degli scambi. "Una volta bastava costruire e mettere sul mercato per trovare immediatamente acquirenti, adesso invece il telefono di molte agenzie immobiliari rimane muto, i tempi per concludere una compravendita si sono dilatati fino a 7/8 mesi.
Negli ultimi anni in Lombardia c'è stata una corsa all'acquisto della prima casa, un effetto deflattivo era da mettere in conto, certo nessuno si attendeva sarebbe giunto così repentinamente.
Purtroppo questo è un settore dove gli operatori hanno memoria corta, nessuno si ricorda più del calo del 25% delle compravendite nel 1985. Per questo un momento fisiologico di volatilità del mercato viene visto in toni apocalittici".
La realtà, secondo Antonucci, è che nell'era della finanza globale è antistorico prima che assurdo pensare che il mercato immobiliare possa rimanere immune dagli alti e bassi che condizionano la borsa o i mercati valutari. "Se scoppia una guerra o c'è un attentato, come in questi giorni a Mombay, non possiamo pensare che le ripercussioni non arrivino a condizionare anche il mercato immobiliare.
La finanza la fa da padrona anche in questo settore e non possiamo pensare di escluderne gli effetti negativi, legati proprio alla volatilità. In Italia non abbiamo conosciuto i Subprime Ninja che hanno messo ko il mercato Usa, ma è innegabile che la politica delle banche e la facilità di concedere mutui fin troppo facili, con scoperti del 80/90%, abbiano costituito i prodromi del terremoto che stiamo vivendo".
La soluzione all'orizzonte. "Come si fa con gli aerei per uscire da una situazione di stallo è necessaria un coraggiosa picchiata, qualcuno si farà male ma alla fine il mercato si riprenderà, solo così scopriremo che questa crisi può essere l'occasione di fare pulizia nel mercato e mettere in cantiere quegli interventi strutturali di cui tutti abbiamo bisogno".
C'è da sperare che alle "discese ardite" seguano le risalite.
Il presidente Antonio Pastore
"Più che fare dei peana adesso che le cose vanno male dovremmo riflettere sul fatto che da anni il trend era stato fin troppo positivo e grazie all'immobiliare in tanti si sono arricchiti.
Non penso ai costruttori che fanno il loro mestiere, ma a chi per esempio si è giovato di rendite di posizione come nel caso della rendita fondiaria, un istituto medioevale che va per forza riformato.
Occorre un diverso approccio al mercato che tenga conto della realtà e della solvibilità, la finanza non dovrà essere più l'interlocutore principe del nostro mercato. Noi produciamo case e non mutui.
L'aumento esponenziale del costo del mattone negli ultimi anni è stato dettato dall'aumento del costo delle aree, per questo da qui ai prossimi mesi l'obiettivo primario sarà ridurre la rendita fondiari per innescare un nuovo sviluppo.
Oggi le piccole e medie aziende si stanno orientando all'acquisto più che alla locazione di capannoni e spazi commerciali, inoltre dobbiamo avere fiducia nell'Expo, che va spinto con lo stesso impegno e vigore che ci ha permesso di conquistarlo.
Sì all'housing sociale e al ruolo degli enti pubblici: Aler a Milano ha una lista di attesa di 46mila persone che attendono una casa, è ora di dare risposta anche a questo mercato.
Solo così potremmo superare la crisi e mettere in moto un meccanismo di riforme davvero virtuoso".
2008-12-09 Roberto Canali
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