Mettete il cappio al "giusto indice"

L'uomo dei tassi dirà ancora di sì? Prendendo spunto da un vecchio e famoso spot pubblicitario ci chiediamo se Jean-Claude Trichet, presidente della Bce, nel prossimo mese deciderà di ridurre ancora i tassi interbancari. Un provvedimento da cui dipendono le decisioni di molti italiani.
Sì perchè da qualche giorno un istituto bancario ha lanciato un mutuo variabile legato al saggio della Bce (3,25%) e non all'Euribor, raccogliendo l'appello del governatore di Bankitalia Mario Draghi. Infatti l'Euribor, complice la crisi finanziaria e i subprime americani, ha avuto un andamento sicuramente anomalo, non riflettendo realmente i reali parametri.
Invece con un finanziamento indicizzato ai tassi di rifinanziamento della Banca centrale europea, il mutuatario si troverebbe a pagare una quota di interessi dell'1,25% in meno rispetto ad un tradizionale mutuo (finanziamento indicizzato all'Euribor a tre mesi).
Contando che il tasso medio sui mutui in Italia si 5,86%, molto più alto del 5,31% della media Europea, individuare nel parametro della Bce il nuovo riferimento per indicizzare i mutui variabili toglierebbe le castagne dal fuoco a molte famiglie italiane.
Sorge un dubbio. Ora all'unanimità si può dire che è una soluzione vantaggiosa e lo rimarrebbe anche in condizioni "normali" dei mercati (la differenza con l'Euribor non supererebbe lo 0,3%).
Ma attenzione: tra il 2001 ed il 2003 il saggio Bce è stato superiore all'Euribor... ed in agguato c'è sempre lo "spauracchio" dello spread.
Sì perchè da qualche giorno un istituto bancario ha lanciato un mutuo variabile legato al saggio della Bce (3,25%) e non all'Euribor, raccogliendo l'appello del governatore di Bankitalia Mario Draghi. Infatti l'Euribor, complice la crisi finanziaria e i subprime americani, ha avuto un andamento sicuramente anomalo, non riflettendo realmente i reali parametri.
Invece con un finanziamento indicizzato ai tassi di rifinanziamento della Banca centrale europea, il mutuatario si troverebbe a pagare una quota di interessi dell'1,25% in meno rispetto ad un tradizionale mutuo (finanziamento indicizzato all'Euribor a tre mesi).
Contando che il tasso medio sui mutui in Italia si 5,86%, molto più alto del 5,31% della media Europea, individuare nel parametro della Bce il nuovo riferimento per indicizzare i mutui variabili toglierebbe le castagne dal fuoco a molte famiglie italiane.
Sorge un dubbio. Ora all'unanimità si può dire che è una soluzione vantaggiosa e lo rimarrebbe anche in condizioni "normali" dei mercati (la differenza con l'Euribor non supererebbe lo 0,3%).
Ma attenzione: tra il 2001 ed il 2003 il saggio Bce è stato superiore all'Euribor... ed in agguato c'è sempre lo "spauracchio" dello spread.
2008-12-01 Stefano Pulici
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