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Meno tassi? Un miraggio

La situazione insostenibile dell'economia mondiale ha indotto la Bce a procedere alla riduzione del costo del denaro dello 0,50%.
Dal 4,25% si è passati al 3,75%.
Un'operazione necessaria ma che da sola probabilmente, in casa nostra, potrebbe non essere sufficiente a ridurre i tassi di interesse pagati dai cittadini sui mutui e sui prestiti.
Sì perchè il taglio del costo del denaro è una manovra che non va direttamente ad incidere sui tassi dei finanziamenti.
Come mai? Il motivo è semplice: la riduzione di mezzo punto riguarda il saggio di interesse ufficiale alla quale la Banca Centrale Europea presta i soldi alle banche. Detto questo, i mutui a tasso variabile sono indicizzati all'Euro interbank offered rate, il tanto "odiato" Euribor, salito a 5,38% (Euribor a tre mesi), il quale rappresenta il tasso medio a cui avvengono le transazioni finanziarie in euro tra le grandi banche europee.
Un indice importante poichè registra quanto le banche sono disposte a pagare o ad incassare per prendere e prestare denaro.
Solitamente ad un abbassamento del costo del denaro da parte della Bce corrisponde in brevi termini un adeguamento dei tassi Euribor.
Ma questa volta probabilmente non sarà così, a meno di improvvisi colpi di scena: colpa della crisi finanziaria che crea molta diffidenza tra i vari istituti di credito.
E chi la pagherà questa "diffidenza"? Tutti coloro che hanno in essere un mutuo a tasso variabile...

2008-10-27 Stefano Pulici


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