La rinegoziazione è insipida

Chi ha acceso un finanziamento a tasso variabile entro il 28 maggio 2008 dovrebbe aver ricevuto a casa una lettera informativa dal proprio istituto di credito nella quale la banca chiede se si vuole rinegoziare il proprio mutuo in base alla convenzione Abi-Tesoro oppure utilizzare i processi di sostituzione o di surroga già previsti dal "decreto Bersani".
I clienti avranno tre mesi di tempo per fare le loro valutazioni e pervenire ad una decisione. In teoria il provvedimento del Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, a cui ogni istituto di credito era libero di aderire oppure no, avrebbe dovuto scatenare una bagarre tra gli istituti a chi offriva mutui a condizioni più vantaggiose.
E' realmente così? Se ci si guarda in giro si è ben lontani dai risultati che ci si aspettava.
Sugli oltre 700 istituti di credito presenti in Italia, solamente 250 hanno deciso di aderire alla convenzione.
Quindi a grandi linee un rapporto di 1 a 3.
Vero che l'adesione era libera, vero anche che sui 250 istituti, 177 hanno deciso di attenersi all'offerta base dettata e solamente 80 banche promettono ai loro clienti un piccolo sforzo in più per alleggerire la pressione dei mutui-casa sul portafoglio degli italiani.
Una delle cose che colpisce di più è il fatto che alcuni grandi gruppi bancari, i quali avrebbero dovuto essere i più propensi ad offrire condizioni vantaggiose per rinegoziare i finanziamenti, visto la grande mole di clientela, sono rimasti impassibili davanti alla questione.
I clienti avranno tre mesi di tempo per fare le loro valutazioni e pervenire ad una decisione. In teoria il provvedimento del Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, a cui ogni istituto di credito era libero di aderire oppure no, avrebbe dovuto scatenare una bagarre tra gli istituti a chi offriva mutui a condizioni più vantaggiose.
E' realmente così? Se ci si guarda in giro si è ben lontani dai risultati che ci si aspettava.
Sugli oltre 700 istituti di credito presenti in Italia, solamente 250 hanno deciso di aderire alla convenzione.
Quindi a grandi linee un rapporto di 1 a 3.
Vero che l'adesione era libera, vero anche che sui 250 istituti, 177 hanno deciso di attenersi all'offerta base dettata e solamente 80 banche promettono ai loro clienti un piccolo sforzo in più per alleggerire la pressione dei mutui-casa sul portafoglio degli italiani.
Una delle cose che colpisce di più è il fatto che alcuni grandi gruppi bancari, i quali avrebbero dovuto essere i più propensi ad offrire condizioni vantaggiose per rinegoziare i finanziamenti, visto la grande mole di clientela, sono rimasti impassibili davanti alla questione.
2008-09-29 Stefano Pulici
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