La Bce aumenta il costo del denaro

Non c'è pace per chi ha un finanziamento a tasso variabile.
Molti di voi si chiederanno il perchè. La risposta è davvero semplice: Trichet, il presidente della Banca Centrale Europea, ha annunciato che l'Eurotower ha alzato il costo del denaro di 25 punti base nel mese di luglio, portandolo così dall'attuale 4% al 4,25%.
Di riflesso tale decisione si ripercuote sul tasso Euribor, al quale sono indicizzate le rate dei mutui a tasso variabile.
Detto questo bisogna ricordare che alla fine del mese di maggio è stata stipulata la Convenzione Governo-Abi sulla nuova possibilità di rinegoziare i mutui e "congelarne" i tassi d'interesse relativamente all'anno 2006.
Quindi l'aumento dell'indice Euribor in teoria non dovrebbe avere effetti sulle tasche degli italiani.
Purtroppo non è così: l'effetto benefico della riduzione della rata ai livelli del 2006 sarà maggiore (proprio perchè con tassi pi? alti l'esborso attuale è destinato ad aumentare), ma al tempo stesso crescono i rischi di veder allungare il mutuo alla scadenza del rapporto originario.
Infatti anche se la rata si fissa al 2006, la differenza rispetto alla nuova rata (che si baserebbe su un tasso Euribor a tre mesi che sfiora il 5%) sarà accantonata in un conto di finanziamento accessorio sul quale grava un interesse pari al tasso Irs maggiorato di 50 punti base: il risultato? Il finanziamento sì manterrebbe inalterata la rata ma prolungherebbe la sua durata di parecchi mesi, allungando così il debito che milioni di italiani hanno con i vari istituti di credito.
Molti di voi si chiederanno il perchè. La risposta è davvero semplice: Trichet, il presidente della Banca Centrale Europea, ha annunciato che l'Eurotower ha alzato il costo del denaro di 25 punti base nel mese di luglio, portandolo così dall'attuale 4% al 4,25%.
Di riflesso tale decisione si ripercuote sul tasso Euribor, al quale sono indicizzate le rate dei mutui a tasso variabile.
Detto questo bisogna ricordare che alla fine del mese di maggio è stata stipulata la Convenzione Governo-Abi sulla nuova possibilità di rinegoziare i mutui e "congelarne" i tassi d'interesse relativamente all'anno 2006.
Quindi l'aumento dell'indice Euribor in teoria non dovrebbe avere effetti sulle tasche degli italiani.
Purtroppo non è così: l'effetto benefico della riduzione della rata ai livelli del 2006 sarà maggiore (proprio perchè con tassi pi? alti l'esborso attuale è destinato ad aumentare), ma al tempo stesso crescono i rischi di veder allungare il mutuo alla scadenza del rapporto originario.
Infatti anche se la rata si fissa al 2006, la differenza rispetto alla nuova rata (che si baserebbe su un tasso Euribor a tre mesi che sfiora il 5%) sarà accantonata in un conto di finanziamento accessorio sul quale grava un interesse pari al tasso Irs maggiorato di 50 punti base: il risultato? Il finanziamento sì manterrebbe inalterata la rata ma prolungherebbe la sua durata di parecchi mesi, allungando così il debito che milioni di italiani hanno con i vari istituti di credito.
2008-08-25 Stefano Pulici
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